Capita sovente di parlare con persone che abbiano pubblicato a pagamento i propri lavori, o che temano di essere truffate con questo metodo.
In realtà il nome del nostro sito non è stato scelto a caso: "Lettori" . Visto che in Italia si pubblica un'enorme quantità di nuovi "titoli" ogni anno, più che in altri Paese d'Occidente, quando è risaputo che proprio in Italia si legga davvero pochissimo!
L'Editoria in genere quindi da "noi" non parrebbe essere il "ben godi" delle imprese. Infatti non credo lo sia. Indubbiamente però esiste un fitto sottobosco di pseudo editori che potrebbero essere definiti speculatori, in quanto speculano sulla buona fede degli esordienti, e sul loro desiderio di leggere le propri opere su di un vero libro.
Ci sono probabilmente anche casi in cui Editori onesti siano costretti a chiedere compartecipazioni, sponsorizzazioni, insomma sostegni alle spese, a causa delle ragioni suddette: non c'è un vasto pubblico di appassionati, pronto ad acquistare! E indubbiamente qualsiasi impresa come tale deve far quadrare i conti.
Poi ci sarebbe da considerare per onestà, che non tutto quanto si desideri pubblicare, sia davvero degno di pubblicazione. Non basta insomma la convinzione dell'Autore stesso. Comunque si può dire che, in un mondo "ideale", l'Editore dovrebbe effettuare proprie valutazioni e decidere di rischiare o meno, eventualmente con aiuti leciti, l'avventura di andare in stampa.
Il più facile consiglio che si potrebbe dare agli esordienti che vogliano eviatare il "giogo" e le gabelle da qualcuno richieste, è di non voler pubblicare, non è un gioco di parole: ad ogni costo!
Di considerare quindi che le proprie sudate carte, non siano davvero così necessarie alla Letteratura mondiale!
E' un primo passo come dire, psicologico, per non cascare nel sacco ben sistemato per i "gonzi!.
Internet e il nostro Sito per esempio, offre uno spazio di confronto per prendere e prendersi "le misure", valutare l'impatto del proprio "ego" sugli "ego" altrui
Il nostro sito offre pure un aggancio ad un Editore serio, non grande ma corretto.
Il nostro forum offre e può offrire, scambi d'idee, d'esperienze (molti degli iscritti hanno già pubblicato) per togliere dalle ambasce i più inesperti.
Approfittatene! Partecipate!
Ed ultimo consiglio: perchè non dimostrare di essere veri "lettori" regaladosi uno o più dei nostri libri? http://www.lettori.net/?page_id=9
Oppure un libro di un vero Editore? http://www.lettori.net/?page_id=66 Se non lo facciamo noi, chi lo farà?
Al piacere di rileggervi! Buone Feste!
Le feste son passate!
Ho scomposto l'argomento per lasciare uno spazio libero a specifiche valutazioni sul tema del "pubblicare" e come, a pagamento o meno. (per i messaggi spostati si veda "varie4")
Considerando che l'editoria italiana non ha mai brillato, e pensando che anche un tal di Recanati abbia pubblicato a pagamento, non si creda di essere le uniche vittime di un'asfittico interesse del grande pubblico per i libri.
Diteci le vostre eperienze, parlateci delle vostre aspirazioni, o di qualsiasi considerazione sul tema
Ciao Davide,
detto, fatto, eccomi qui.
So bene di cosa parli, ho impiegato 5 anni per trovare un editore che credesse in me non chiedendomi di "contribuire". Ora, è normale che io dica che sono tra quegli scrittori capaci e, sicura del mio valore, non mi sono mai arresa, ma io credo che non si possa pretendere dalle persone un'obiettività verso se stesse quando si tratta del sogno di una vita. C'è anche chi è semplicemente megalomane o eccessivamente sicuro di capacità che non ha mai messo alla prova sul serio, o ha il capriccioso desiderio di lustrare il proprio ego trovandosi tra le mani un libro vero e proprio. O un surrogato, perlomeno! Io penso che debbano essere le case editrici a filtrare il materiale ricevuto. Non dovrebbe esistere pubblicazione a pagamento, perché questo sistema apre la strada a mille problematiche e alla facile speculazione che spesso diventa truffa.
Ci sono tante persone che hanno sborsato migliaia di euro per non vedere neppure pubblicato il proprio libro. Ho un cassetto pieno di contratti a pagamento, mai accettati! Migliaia di euro per pochi impegni non garantiti, facilità di proposte e nessun impegno serio.
Ci sarebbe da parlare da adesso fino a perdersi nell'eternità, perché c'è molto da dire. Adesso vorrei concludere dicendo che quasi tutti i libri non buoni pubblicati sono o di persone famose, o di persone sconosciute, ma che hanno pagato. Quelli che NON contribuiscono hanno granzia di una certa qualità. O almeno, questa è la mia opinione in base alle personali esperienze.
Spero di arrivare da qualche parte con questo mestiere, e se così sarà (e lo sarà!), ci saranno molti sassolini che mi leverò dalla scarpa.
Grazie per lo spunto di discussione.
Tornerò a dire la mia anche su altro.
Inviato: Gio Feb 19, 2009 10:47 am Oggetto: Diciamo di no alla pubblicazione a pagamento
Mi aggiungo alla lista di coloro che cercano di spiegare e informare gli aspiranti scrittori di non pubblicare con contributo. Io scrivo da quando ero piccola ma non ho mai avuto l’intenzione di pubblicare, non mi aveva mai sfiorata l’idea sino a dicembre dell’anno scorso quando ho ricevuto una e-mail, dalla mia attuale casa editrice, che proponeva una collana per inediti senza contributi o acquisto libri (avevano letto alcune cose scritte da me sull’internet e pare si fossero incuriositi). Ero molto inesperta, ma diffidente di natura, quindi prima di spedire il mio dattiloscritto ho fatto un giro virtuale per informarmi sui modi in cui si pubblica e ho spedito i miei dattiloscritti a fittizie case editrici che mi rispondevano prontamente, anche dopo solo un giorno, richiedendo piccoli contributi, così piccoli che avrei potuto pubblicarmi da sola e distribuirmi e forse mi restava qualcosa in tasca per un caffè. Frattanto che io erravo, la collana della mia casa editrice era stata congelata, forse perché veramente non è facile sostenere questo tipo di iniziativa quando si tratta di piccoli editori, ma hanno accettato ugualmente di valutare il mio testo – forse perché mi avevano già elargito l’invito – e quindi mi hanno pubblicato senza contributo, ma con compromessi. Non so fino a che punto si possa vivere di scrittura, ma la mia esperienza come giornalista di provincia mi ha insegnato che non sono i soldi la fonte di gratificazione, ma le persone che ti fermano per la strada e ti dicono “ho letto, che bello! Hai fatto proprio un bel lavoro”. Potessi vivere d’altro decentemente, sarei propensa verso una letteratura gratuita o a costo veramente basso perché, in Italia, forse si legge poco appunto per i prezzi non sempre contenuti dei libri. Non vorrei scendere in discorsi sull’economia e il mercato, ma forse è una realtà da non sottovalutare.
Ho conosciuto Chiara Vitetta da poco, virtualmente, e vi segnalo il suo sito e la lettura del suo libro assolutamente interessante.
so qualcosa dei bastardi editori che ingrassano coi poveri diavoli...talvolta è però inevitabile pagare. Purtroppo. Oppure parte della GHENGA di "accademici" pro-sindaco...ma vale la pena mettere il visino pulito tra grufgni di porco?
martin
Ciao Chiara, salve Irina!
Le vostre condivisibili osservazioni e riflessioni sul desiderio di scrivere. pubblicare, sul mercato e le sue insidie, credo possano interessare a molti aspiranti scrittori.
Il tema che a me preme di più, dal quale discende il titolo del nostro sito, è la carenza di lettori in Italia.
Per non trattarlo come al solito o lungamente, penso alla nostra società che pare densamente popolata da persone che vogliano parlare, farsi udire, essere ascoltate, mentre ben poche, una ristretta minoranza di persone, sia disposta a spendere il proprio tempo ascoltando gli altri.
Questo mi pare un dato di fatto, che ha implicazioni non metaforiche, in politica, nella convivenza civile Pur restando ben separato dalle considerazioni sul "talento" sul valore e le capacità dei potenziali scrittori. Separato anche dal problema della lobby editoriale/autorale autoreferenziata.
Conosco il libro di Chiara che merita certamente interesse e lei la possibilità di ulteriori prove. Questo per parlare di talento, di determinazione, cose delle quali Chiara è dotata.
Le auguro il meglio (ti auguro) anche se nè il talento, nè la determinazione, condizioni "sine qua non" sono sempre sufficienti, a causa dei problemi che ho accennato, fra mancanza di lettori e lobby.
Posso essere del tuo parere Chiara, che le pubblicazioni senza contributi o peggio: inganni editoriali, garantiscano una certa qualità. Non assoluta, non senza eccezioni, perchè anche gli editori onesti sbagliano.
Capisco Irina che cerca non tanto il successo economico (un mito anche per i più fortunati) però sono certo tu sappia Irina, che cercandolo o meno, il ritorno economico qualcuno deve averlo, quando si tratta di "mercato" e quello editoriale lo è; asfittico, insidioso, ma lo è.
Mi piacerebbe quindi parlare di esigenze espressive, artistiche o meno, di necessità di "apparire" di "affermarsi" comunque sia o quasi.
Cercare di capire, sentendo le vostre opinioni, quanto incida l'autonomia espressiva, la realizzazione di libri che abbiano invece soprattutto un obiettivo di pubblico (sia economico che di pacche sulle spalle, è lo stesso).
Ragionare con voi, perchè io ho pubblicato cose di estrema nicchia para poetica e quindi ho un certo punto di vista, ma vorrei conoscere meglio il vostro.
Un affettuoso saluto ad entrambe!
innanzitutto un caloroso saluto a Chiara e Irina!
proprio in questi giorni ho ricevuto un consenso di pubblicazione da un piccolo editore che avevo contattato su consiglio di amici, ma credo che dovrò rifiutare per la cifra davvero esagerata che chiedono... tanto grande che, anche andassero vendute tutte le copie della prima stampa, non coprirei la spesa... inoltre il volume (un fantasy di 398 cartelle a computer!) verrebbe a costare 26.50 euro e dubito che chi sia interessato al genere compri il libro di un'esordiente per quella cifra...
insomma, questi piccoli editori, che da un lato magari offrono prospettive interessanti di promozione, dall'altro non rischiano, mandando avanti l'aspirante autore e sfruttando il fatto che editori affermati magari non considerano nemmeno la possibilità di dare alle stampe il romanzo di un esordiente, fingono di averlo letto e poi magari nemmeno rispondono...
io sono molto pessimista riguardo il mondo dell'editoria perchè credo che le case editrici non lascino molto spazio a chi non venga spinto avanti o non trovi comunque un modo "sensazionale" di imporsi... _________________ Se qualche volta avvertite di non essere per gli altri quello stesso che per voi...che fate? (L. Pirandello)
Grazie CRY per averci parlato di questa tua esperienza!
Assurdo! Per un esordiente in materia di letture di massa, molto battute dai grandi stranieri, il prezzo sarebbe davvero eccessivo.
Il "consenso alla pubblicazione" ha "senso" solo se non c'è alcuna richiesta finanziaria.
Non demordere!
grazie, Davide!
il tempo per decidere si sta assotigliando: da una parte c'è la paura di perdere un treno importante, ma dall'altra credo sia un investimento davvero pericoloso...
d'altronde, se un editore chiede molto denaro non credo sia convinto della "convenienza" di un investimento da parte sua... _________________ Se qualche volta avvertite di non essere per gli altri quello stesso che per voi...che fate? (L. Pirandello)
Infatti CRY, non vorrei farti perdere alcun treno. Ma ti dico, un conto è quando un editore chiede un piccolo aiuto, come per esempio trovare insieme uno sponsor che può essere un banca, una fondazione, o associazione culturale, che copra chessò il 10/15% o più delle spese vive.
Poi ti può chiedere l'acquisto di un po' di copie, nemmeno obbligate e a prezzo di costo.
Insomma il rischio c'è e può essere diviso in questo Paese di non lettori e troppe pubblicazioni. Ma speculare, farsi coprire da te tutte le spese e magari il margine, con la chimera di vendere ad amici e parenti per rifarsi questo no. Deve almeno avere una rete di distribuzione, fare un po' di pubblicità, insomma qualcosa di serio.
questo editore dispone di una libreria a roma e di una serie di piccole librerie convenzionate in giro per l'Italia, presso le quali i volumi possono essere distribuiti e pubblicizzati... poi iscrivono i romanzi ai vari premi per narrativa edita e lo promovono attraverso radio locali (romane) e una rete satellitare... le spese da parte mie corrisponderebbero all'acquisto di più della metà delle copie con il 10% di diritti d'autore sulle altre... conviene? _________________ Se qualche volta avvertite di non essere per gli altri quello stesso che per voi...che fate? (L. Pirandello)
Temo di no, carissima, però è solo la mia opinione.
Se l'Editore crede di poter vendere davvero, non può chiedere di coprire il 50% che sul prezzo di copertina sarebbe ben oltre la copertura delle spese, ma anche con uno sconto stai tranquilla ci guadagnerebbe.
E' il mio parere, ma il 10% sulle vendite va bene, spero non sia lo sconto che fa a te. In realtà mi risulta, se non erro, la stampa può costare dai 3 ai 6 euro a lui, dico così ipotizzando una stampa media e di buona qualità con piccola tiratura.
Però non voglio scoraggiarti CRY, in fondo anche Leopardi ha pubblicato a pagamento!!! E' una scelta che sta in te, se credi davvero che il tuo libro possa piacere a molti, fai due conti e decidi.
io credo che un libro ben pubblicizzato (non so quanto un piccolo editore possa fare) venderebbe anche se davvero scadente... ne ho avuto la prova... il fatto è che nel mio attuale settore la concorrenza è forte e la piccola editoria probabilmente - con queste richieste - non aiuta... non certo proponendo all'acquirente un prezzo esagerato quanto eullo proposto... per stare sul genere fantasy: a suo tempo pagai 26 euro "Il signore degli anelli"... non credo che la proporzione attiri un potenziale lettore... poi chissà... non sono un'econosmista ma sto cercando, prima della decisione definitiva, di consultare persone che con i conti hanno a che fare... non pretendo di guadagnare chissà cosa, ma nemmeno perderci tanti soldi!
grazie per la consulenza, davide! _________________ Se qualche volta avvertite di non essere per gli altri quello stesso che per voi...che fate? (L. Pirandello)
Inviato: Gio Mar 12, 2009 9:10 am Oggetto: è meglio l'auto-produzione dell'editoria a pagamento
Ciao Cry,
mi permetto di dare la mia opinione. Non sono esperta, quindi prendi le mie parole con il dovuto deneficio del dubbio, ma credo che pagare per pubblicare sia assurdo. Da ciò che hai raccontato credo di aver capito anche di quale casa editrice si tratta (non so se il nome possa essere detto qui quindi metterò solo l'iniziale per avere una tua conferma - F più articolo davanti?). Se si trattasse di questa, ti assicuro che è un buco nell'acqua, ciò che dice sul contratto spesso non accade successivamente. Tieni presente che con una somma ingente richiesta all'autore loro si pagano le spese di produzione, la piccola pubblicità, ecc e forse anche un po' di guadagno, quindi una volta fatto il minimo indispensabile per attuare il contratto, tutto si ferma. Ti consiglio l'auto-produzione piuttosto che l'editoria a pagamento. Hai la possibilità di gestire il prezzo di copertina, aggiungere (gratuitamente) codice ISBN, viene distribuito (nel piccolo, alla stessa stregua delle piccole case editrici), poi bisogna tirar su le maniche ed iniziare a promuovere il proprio lavoro: presentazioni, concorsi (gratuiti), ecc. In questo modo l'investimento è minimo ed il guadagno è tutto tuo.
Non si dovrebbe pagare per pubblicare; è come se volendo fare la commessa dovessi pagare per essere assunta. Un non-senso, vero? Vanno bene i compromessi - anche facendo la commessa a volte bisogna fare gli straordinari a sorpresa e magari esser pagata poco - ma non lo sfruttamento.
E' un mio parere e basta, ma ci credo molto.
Ti suggerisco anche di visitare il sito della mondadori, qualche settimana fa avevano indetto un concorso per libri fantasy e gialli, forse sei ancora in tempo.
Ciao e in bocca al lupo,
Irina
Qualcuno conosce Editori che non si fanno pagare?
Fatemelo sapere per favore....
grazie...
s. _________________ .
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